Quindici curiosità britanniche

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Quindici cose che dovete sapere sul Paese della Regina:

1. Gli inglesi sono i più forti bevitori al mondo. Almeno se parliamo di “tea”. E’ stato stimato infatti che il consumo giornaliero sia pari a 22 volte quello degli americani e dei francesi, e a 3 volte quello dei giapponesi.
2. L’inno nazionale britannico, God save the Queen, sarebbe l’inno nazionale ufficiale più antico al mondo (risale al 28 settembre 1745), ma il suo utilizzo non è sancito da alcuna legge o proclama reale. Inoltre, ancora oggi, è l’inno di alcune nazioni del Commonwealth, come Canada, Australia e Nuova Zelanda. E ancora, quando il monarca è un uomo, l’inno viene trasformato in “God save the King”.
3. Restando in tema reale, il Castello di Windsor è la residenza reale più antica ancora in uso dalla famiglia coronata. Mentre Buckingam Palace (costruito nel 1702) sorge sul sito di un noto bordello e si pensa anche che sia infestato da numerosi fantasmi (inclusi quelli di Enrico VIII, della Regina Elisabetta, di Re Giorgio e di Carlo I).
4. La Regina di Inghilterra non può entrare nella Camera dei Comuni, semplicemente perché non ne fa parte.
5. Dal 1066 al 1362 il francese fu la lingua ufficiale dell’Inghilterra.
6. Simboli. I tre leoni Plantageneti sono uno fra i simboli inglesi più noti (anche perché adottati dalle maggiori federazioni sportive inglesi, quella calcistica e di cricket). La scelta di inserire i tre leoni nello stemma risale a poco dopo l’anno 1000, quando i re inglesi adottarono il blasone della Casa di Normandia (che aveva due leopardi). Pochi anni dopo, quando salì al trono Enrico II, questi inizialmente scelse l’insegna araldica degli Angiò, famiglia nobile dalla quale discendeva, ma poi adottò un nuovo stemma: un leone rampante oro in campo rosso. A sintetizzare il tutto fu Riccardo Cuor di Leone che fuse insieme l’antico stemma normanno e quello di Enrico ottenendo l’emblema inglese in uso ancora oggi. La rosa rossa, invece, rappresenta la famiglia dei Lancaster (discendenti dei Plantageneti). Adottato come simbolo dalla federazione rugbista, lo stemma dei Lancaster è particolarmente noto perché tradizionalmente questa famiglia si contrapponeva per la successione al trono agli York che per simbolo avevano una rosa bianca. L’estenuante conflitto passò alla storia come “Guerra delle due rose”. Per quanto riguarda la bandiera britannica, invece, vi rimandiamo a un nostro post precedente.
7. Stranezze medievali. In Inghilterra, durante il medioevo, anche gli animali venivano processati per le loro “cattive azioni” nei confronti delle persone e dei loro beni. La sentenza, se si provava la loro colpevolezza, contemplava punizioni e persino la condanna a morte.
8. A Londra, nel 1600, venne aperta la prima vera cioccolateria: una sorta di coffee shop dove veniva servita la cioccolata calda.
9. Il santo patrono è San Giorgio. Si festeggia il 23 aprile ed è protettore anche degli scout e delle guide, per via della simbologia a lui legata: i cavalieri del bene che sconfiggono il male.
10. Se nel Medioevo era comune bere birra a colazione, oggi nei pub inglesi puoi prendere da bere, ma non ti è permesso ubriacarti; in Scozia invece, le sbronze sono negate a chi è proprietario di una mucca.
11. La tratta della metropolitana più utilizzata dai turisti è quella fra Leicester Square e Covent Garden, sebbene sia molto più veloce percorrere questa distanza a piedi.
12. Le 409 scale mobili della metro di Londra (che vanta i primati di essere la più antica, la più affidabile e anche la più cara) coprono ogni settimana una distanza che equivale a diversi giri del mondo.
13. Il Big Ben non è un orologio. Il nome infatti è proprio della campana da 13 tonnellate contenuta all’interno della torre dell’orologio, il cui nome è invece, St. Stephen’s Tower.
14. Nel tempo Londra ha cambiato nome diverse volte: durante l’invasione romana era chiamata Londonium, Ludenwic nel periodo sassone e Ludenburg durante il regno di Alfredo il Grande.
15. Durante il Grande incendio di Londra, che rase al suolo gran parte della città, il bilancio dei feriti fu di sole 8 persone.

 

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