Le Isole Aran: un misto di leggenda, mistero e tradizione

1331905855954_inishmaan2Che l’Irlanda sia dotata di un fascino particolare, un luogo in cui perdersi in mille pensieri ed in mille emozioni, è quasi un’ovvietà. Tra i luoghi di suggestiva bellezza, che fanno delle storie legate alla leggenda e alla tradizione, la loro caratteristica principale ci sono anche le Isole Aran.

Della Baia di Galway, dove sorgono, tra rocce, mare, cieli limpidi e tanta vegetazione, una leggenda racconta  che fosse un grande lago, il Loch Lurgan. Le rive però si erosero e diedero vita alle Aran.

Ognuna delle tre sorelle che guardano la terraferma dal mare ha una sua peculiare caratteristica.

Inishmore (Big Island)

La più grande, la più servita e la più visitata delle tre isole. Ci vivono 900 anime. Tra le sue meraviglie il centro Dun Aengus, un fortilizio di epoca cristiana, da dove parte un lungo sentiero che conduce su una scogliera sferzata dal vento e alta circa 90 metri, dove non si dispone di alcuna protezione e dalla quale si gode.

Inishmaan (Middle Island)

La seconda in ordine di grandezza è la più lontana dalla costa. Abitata da poco più di 150 persone, è costellata di suggestivi cottage e centinaia di piccoli muri di pietra, che delimitano gli appezzamenti di terreno.

Inisheer (Eastern Island)

La più piccola delle Aran è costituita da un tavolato di pietra calcarea nel quale si snodano ruscelli, sorgenti e pozzi. Tra questi il più importante è quello di San Enda, santo patrono dell’isola. Si dice che il pozzo non si prosciughi mai e che la sua acqua sia miracolosa.

Molti considerano le Aran una sintesi di quanto di meglio l’Irlanda può offrire. Gli abitanti (non più di 1400) parlano ancora la lingua gaelica e conservano usi e costumi dei loro avi.

Se andate alle Aran non potrete tornare a casa senza acquistare qualcosa di tipico. E cosa c’è di più tipico di un maglione di lana di pecora bianca. Anni fa era tradizione che le mogli dei pescatori li ricamassero per riconoscere i loro mariti in caso di naufragio.

Ma non sono solo le isole in se stesse a creare il fascino della baia. I massi giganteschi che le circondano rimangono un mistero. Geologi e altri studiosi da sempre si chiedono chi o cosa abbia avuto quella gigantesca forza per posizionarli dove si trovano.

L’ipotesi più logica avanzata dagli scienziati per spiegare lo spostamento di questi grandi massi, è quella di un forte sisma marino che avrebbe provocato un maremoto e di conseguenza lo spostamento dei massi verso l’interno dell’isola. Non sono però mai state trovate sufficienti prove scientifiche in grado di sostenere questa tesi e di testimoniare un sisma così violento.

Le leggende narrano invece di lavori operati da giganti o creature extraterrestri.

Per fortuna una recente ricerca, apparsa su The Journal of Geology, ha  rappresentato la svolta decisiva per la soluzione di un mistero che va avanti da secoli. Attraverso l’applicazione di analisi ed equazioni matematiche, lo studio ha evidenziato che non è necessaria la forza di un sisma per lo spostamento dei grandi massi presenti nelle Isole, e che è probabile che siano bastate delle “semplici” onde gigantesche associate a qualche temporale, per modificare la conformazione geologica del luogo.

Dunque, nessun cataclisma o creatura venuta dallo spazio. È stato l’ordinario scorrere dell’oceano a plasmare il misterioso, quanto affascinante, paesaggio offerto dalle Isole Aran. Non è necessario scomodare giganti, alieni o tsunami per realizzare quanto ha fatto la natura, bastano le forti onde dell’oceano.

Mistero risolto… si spera!

 

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