Londra: i sette nasi di Soho tra curiosità e leggende popolari

noseSemmai doveste trovarvi a passeggiare per le strade di Soho, noto quartiere londinese, e alzando gli occhi vi dovesse capitasse di vedere uno strano oggetto, molto simile ad un naso,  affiorare dal muro, non preoccupatevi, non siete in preda ad un’allucinazione, si tratta proprio di un naso.

A Soho ce ne sono sette, uno più strano dell’altro, e trovarli è una delle attività predilette dai turisti più “stravaganti”.

I Seven Noses of Soho (così vengono definiti dagli inglesi) fanno parte dell’opera dell’artista Rick Buckley, che in segno di protesta contro l’introduzione di numerose telecamere di sorveglianza in giro per Londra, nel 1997 installò circa trentacinque nasi in vari edifici della città. Buckley di proposito non dichiarò pubblicamente la sua originale iniziativa per vedere quanto tempo sarebbe passato prima che i nasi venissero rimossi.

E Buckley non si sbagliava perché la maggior parte di questi soggetti sparì nel giro di qualche settimana, cosa che non ha evitato alle più disparate leggende metropolitane di prendere il sopravvento. Così attorno ai nasi cominciarono a spuntare tutta una serie di storie e aneddoti che tiravano in ballo importanti personaggi storici.

Oggi dei nasi londinesi ne sono rimasti solo sette, la maggior parte dei quali si trovano proprio a Soho.

Si dice che chi riesce a scovarli tutti, riceverà una grande fortuna. Noi, spulciando qua e là sul web, siamo riusciti ad individuare i luoghi in cui è possibile trovare i Seven Noses, assicurandoci/vi (si spera) un bel po’ di buona sorte.

Nella caccia al tesoro virtuale alla ricerca dei nasi dispersi di Londra, il primo scovato è quello scolpito su una delle pareti dell’Admiralty Arch, noto anche come “The False Nose”, perché va ad aggiungersi ai nasi di Soho ma non apparterrebbe all’opera di Buckley.

Secondo una delle leggende che ruotano attorno a questo naso si tratta di un omaggio al duca di Wellington, un uomo così famoso per il suo grosso naso che si racconta che i suoi soldati potevano vederne  la sagoma anche da lontano e nel bel mezzo delle battaglie.

Un’altra storia vuole invece che il naso dell’Admiralty Arch rappresenti una presa in giro nei confronti dell’ammiraglio Nelson, famoso, oltre che per le imprese militari, anche per il grosso naso che capeggiava al centro del suo viso.

Un’altra di queste sculture si trova a Great Windmill Street. C’è chi giura che sia quasi impossibile scovarlo.

La nostra singolare caccia al tesoro in territorio britannico cci ha portato a Meard Street dove si trova il terzo naso. In realtà sono in molti a sostenere che questo faccia parte di “Living Streets”, un progetto di sensibilizzazione sociale risalente a qualche anno fa ed erroneamente attribuito a Rick Buckley. Ma nessuno sa quale sia la verità.

Per scoprire il quarto pezzo, bisogna arrivare fino a Dean Street. Servono occhi aperti per vederlo accato ad una delle pareti del ristorante Quo Vadis. E’ stato ribattezzato “White Nose”, per via del suo colore bianco che lo rende diverso da tutti gli altri.

Bateman Street è la tappa tappa successiva dei nose-hunters. Lì si trova uno dei “seven noses” più difficili da scovare per via del suo colore scuro che lo rende quasi un tutt’uno con la parete sulla quale si trova.

Se non abbiamo fatto male i conti, di nasi, ne mancano solo due.

Uno si trova a Euston Road, su una delle pareti del St. Pancras Renaissance Hotel, l’altro sbuca da uno dei muri di un Service Point di Covent Garden.

Probabilmente abbiamo rovinato la sorpresa a quanti avrebbero voluto mettersi alla ricerca dei Seven Noses ma, se volete, c’è sempre tempo per dedicarsi alla scoperta delle “orecchie di Londra”, realizzate dall’artista Tim Fishlock, magari cominciando da Floral Street (dove potete già trovarne una).

Ma questa è tutta un’altra storia…

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