Il Natale in Gran Bretagna: forse non tutti sanno che…

natale-a-LondraЀ passato da qualche giorno ma la sua atmosfera non finisce di invadere le case e le città di tutto il mondo.

Viene festeggiata da migliaia di anni ed è la festività più amata in assoluto da grandi e piccini. Tutti conoscono la tradizione relativa al Natale, ma probabilmente in pochi sono a conoscenza delle numerose curiosità legate a questa festa nel Regno Unito.

Ve le sveliamo noi.

Il primo Natale nella storia dell’Inghilterra

La prima vera e propria festa di Natale in Inghilterra si ritiene sia avvenuta a York nel lontano 521 d.C. La sua celebrazione si deve niente di meno che al mitico Re Artù, le cui armate sposarono i festeggiamenti natalizi (già esistenti in altre parti d’Europa) in occasione della riconquista della città.

Natale senza l’albero

Le celebrazioni legate al 25 dicembre nascono migliaia di anni fa e la loro funzione originaria era festeggiare il solstizio d’inverno. In seguito i primi missionari cristiani adattarono questa particolare ricorrenza al proprio credo religioso. Nel corso dei secoli così il Natale diventò una festa molto importante per tutti i cristiani in quanto celebrava la nascita di Gesù Cristo.

Una delle prime tradizioni natalizie introdotte dal Cristianesimo in Gran Bretagna fu l’usanza di decorare la casa con piante sempreverdi.

Nei primi anni di celebrazioni, di quello che oggi è il simbolo per eccellenza del Natale, nonché l’albero decorato con luci e addobbi di vario genere, non c’era nemmeno l’ombra. I britannici avrebbero dovuto aspettare il 1840, (quando la tradizione dell’abete addobbato venne importata dalla Germania), perché questo facesse ingresso nelle loro case, oltre che con funzione decorativa, anche e soprattutto come simbolo natalizio.

Agrifoglio, edera, alloro e rosmarino, fino ad allora erano state queste le piante natalizie utilizzate per decorare a festa le abitazioni inglesi con tanto di significato simbolico. Il rosmarino rappresentava il ricordo e l’alloro il coraggio. Agrifoglio ed edera avevano un valore particolarmente importante e non potevano mancare. Il primo infatti rappresentava la mascolinità, la seconda la femminilità: entrambi avevano lo scopo di raffigurare la stabilità della famiglia inglese.

Il Bianco Natal

Considerando che negli ultimi 52 anni in Gran Bretagna in occasione del 25 dicembre ha nevicato solo quattro volte, si pensa che l’immagine del “bianco Natale” abbia avuto origine dalle opere di Charles Dickens. Questi ha vissuto negli anni di una “piccola era glaciale” inglese. Ogni Natale infatti, per i primi otto anni della sua vita, in Inghilterra ha nevicato. Sono molti gli studiosi che affermano che questa particolare coincidenza abbia plasmato l’immaginario del piccolo Charles, portandolo a scrivere opere come “A Christmas Carol” e molte altre.

Babbo Natale vive in Scozia

Le migliaia di lettere che ogni anno i bambini inglesi scrivono a Babbo Natale e che recano l’indirizzo di “paese dei balocchi” vanno generalmente a finire ad Edimburgo. Quelle espressamente indirizzate al Polo Nord invece finiscono al Circolo Polare Artico, nell’ufficio postale di Santa Claus Holiday Village, in Finlandia.

Il regalo di Natale della Norvegia

Ogni anno dal 1947 Oslo invia un albero di Natale a Londra come ringraziamento per l’aiuto offerto da quest’ultima durante la seconda guerra mondiale ai governanti della Norvegia che, assediata dai tedeschi, era stata costretta ad arrendersi ai Nazisti. La famiglia reale e i capi del governo norvegese si rifugiarono nella capitale britannica, e da lì governarono il loro paese per quasi cinque anni.

Dopo aver passato un duro processo di selezione, l’albero norvegese (chiamato “la regina della foresta”, perché solitamente raggiunge i 25 metri d’altezza e talvolta può avere anche più di 100 anni) viene tagliato dalla foresta innevata e, dopo essere stato trasportato a Londra su una nave, viene esposto a Trafalgar Square, con tanto di luci e decorazioni. Alla fine delle feste viene riciclato.

Boxing Day

Il 26 dicembre è noto come il giorno di Santo Stefano, ma in Gran Bretagna (e in quasi tutti i Paesi che fanno parte del Commonwealth delle Nazioni) prende il nome di Boxing Day. Sembra che questa definizione tragga origine dalla “Christmas box” (scatola di natale) che nei tempi passati la classe più agiata era solita regalare ai propri dipendenti o ai membri delle classi sociali più povere il giorno successivo al Natale.

Spese (pazze) di Natale

La Gran Bretagna è uno dei Paesi in cui si spende di più per i regali di Natale. Dalle tasche dei britannici escono ogni anno quasi 22 miliardi di dollari durante le festività natalizie. Di questi quasi la metà rientra nella categoria dei cosiddetti regali “indesiderati”.

L’ultimo giorno dell’anno

In Scozia la festività invernale in assoluto più importante non era il Natale, bensì l’Hogmanay, la festa che celebrava la fine dell’anno appena trascorso e l’inizio di quello nuovo.

Il Natale in realtà non era nemmeno considerato una vera e propria festa e il momento adatto per trascorrere un po’ di tempo con gli amici e la famiglia e per scambiarsi i regali era proprio l’ultimo giorno dell’anno.

Fino al 1958 il 25 dicembre in Scozia era una normalissima giornata di lavoro!

Oggi non è più così, anche se l’Hogmanay ha conservato la sua grande importanza per tutti i cittadini scozzesi.

Sperando che qualcuno non sia rimasto male all’idea che le lettere scritte con tanta dedizione a Babbo Natale terminano la loro corsa in degli uffici postali, la lista delle curiosità legate ad una delle feste più sentite dell’anno in Gran Bretagna termina qui.

Ah! Dimenticavamo… Buone feste!

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