I misteriosi labirinti della London Tube

Embankment-small-681x1024Qualche settimana fa, parlandovi delle icone più rappresentative della Gran Bretagna ci siamo soffermati sulla London Tube, una delle reti metropolitane più lunghe al mondo, nonché un vero e proprio groviglio labirintico di percorsi sotterranei che fanno della Tube una città nella città.

A proposito di labirinti, da due anni a questa parte, i pendolari che ogni giorno “si calano” nell’intricato sistema metropolitano londinese sono accolti da una serie di singolari immagini di labirinti appese ai muri.

Inizialmente non sono stati in pochi a chiedersi da dove saltassero fuori i misteriosi dedali che giorno dopo giorno hanno cominciato ad invadere ogni singola stazione della capitale britannica.

Dopo aver messo da parte le teorie cospiratorie che vedevano nelle immagini labirintiche dei sinistri messaggi in codice per gli impiegati del Transport for London, la verità è venuta fuori.
Si tratta, probabilmente, della più grande commissione d’arte pubblica mai realizzata al mondo: 270 “labirinti” per 270 stazioni, quotidianamente osservati da circa quattro milioni di persone.

A realizzarla è stato Mark Wallinger (uno dei più noti creativi britannici viventi) per celebrare, nel 2013, il 150° anniversario della metropolitana più famosa al mondo.

Ci sono voluti due anni perché, mano a mano, tutti i labirinti venissero appesi alle pareti di tutte le stazioni, facendo dell’opera di Wallinger uno dei lavori permanenti più singolari nella storia di Londra.

Le immagini installate sono tutte in bianco e nero e misurano circa un metro quadrato; il soggetto rappresentato è sempre lo stesso: un labirinto (ovviamente in 270 forme diverse) con una “x” rossa posizionata al suo imbocco che sembra voler dare un messaggio positivo: la via d’uscita c’è, ed è da lì che si deve partire per trovarla.

Ma perché scegliere il labirinto come icona celebrativa della London Tube?
Probabilmente per ricordarne la complessità, ma anche per richiamare l’immenso e silenzioso groviglio di pensieri che appartengono alle miriadi di persone che ogni giorno la affollano, così come i milioni di storie e di tragitti, consumati tra i meandri di questo mondo “nascosto”.

Come ha affermato Wallinger, quest’opera d’arte invita lo spettatore a tracciare il percorso con un dito, e a comprendere il labirinto come un “avventuroso” viaggio verso il centro, che ricorda quello del viaggiatore nella metropolitana.

Non è la prima volta che il “tubo” si trasforma in una galleria d’arte pubblica (le sculture in bronzo sulle griglie di ventilazione della Piccadilly Line realizzate nel 1930 da Harold Stabler sono l’esempio più lampante), ma questa volta allo “spettatore” è richiesta partecipazione.

D’ora in poi, se andando Londra vi capiterà di utilizzare la Tube non dimenticate che, tra una fermata e l’altra, c’è un labirinto che aspetta di essere risolto.

E magari, mentre ci siete, tentate anche di battere lo strano record stabilito da tre ragazzi inglesi finiti nel guinness dei primati per aver “visitato” tutte le stazioni della rete londinese in sole 16 ore e 44 minuti.
Certo, risolvendo i labirinti ci metterete qualche ora in più, ma siamo sicuri che ne sarà valsa la pena!

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