Piume, retine e bizzarri copricapo: il Royal Ascot e la sfilata dell’aristocrazia inglese

royal-ascot-2Come ogni anno la scorsa settimana, nei giorni che vanno dal 14 al 18 giugno si è tenuto il Royal Ascot, una delle manifestazioni più celebri della Gran Bretagna, nonché l’evento ippico più importante della storia inglese.

Nato trecento anni fa per volere della regina Anna (che si innamorò dell’ampia distesa di terra non lontana dal castello di Windsor) ancora oggi è un evento molto sentito dai britannici. Da tre secoli a questa parte, ogni terza settimana di giugno, si tengono cinque giorni di corse ippiche alle quali assistono centinaia di invitati disposti su tre tribune alle quali è difficilissimo accedere.

Per accedere alla Royal Enclosure (letteralmente “Recinto reale”), ovvero la tribuna più importante del Royal Ascot è necessaria una sponsorship, una sorta di raccomandazione da parte di qualcuno che abbia già avuto accesso ai prestigiosi posti e li abbia occupati per almeno quattro anni. “Incredibile”, penserete, non troppo in realtà, se si pensa che qui, tra gli altri, siedono niente di meno che la Regina e i membri della famiglia reale (come da tradizione è proprio l’arrivo in carrozza della monarca che segna l’inizio di ogni giornata di gara).

Il Royal Ascot è molto più che una semplice corsa di cavalli, questa passa palesemente in secondo piano. Questa manifestazione dalle origini antiche rappresenta infatti un appuntamento imperdibile per l’alta aristocrazia britannica che ogni anno si ritrova ad Ascot, piccolo paesino della contea di Berkshire, e fa sfoggio dell’eleganza più stravagante e ricercata.

Se siete di quelli che puntano in alto e non si danno mai per vinti, bene, allora potete provare anche a voi a sedere nella Royal Enclosure. Ve l’abbiamo già detto però, se non conoscete qualcuno di importante, di molto importante, non avete speranze. Dopo di che avrete alcune rigide regole da rispettare.

Per cominciare il dress code. Già proprio così, un vero e proprio codice su cosa indossare. Guai a lasciare scoperte schiena e spalle e non provate a barare nascondendovi dietro il trucchetto delle spalline, queste devono essere larghe almeno un pollice. Assolutamente vietate minigonne o gonne con la vita bassa. I colori devono essere scelti con intelligenza, e i materiali diversi non devono essere mischiati. Il meglio della vostra originalità potete esprimerlo attraverso il copricapo. Qui l’unica regola da rispettare è che non misuriate più di due metri e mezzo con indosso il cappello, e non si scherza perché all’ingresso tutti vengono effettuate le misurazioni.

Se proprio non amate i cappelli potete optare per un “fascinator”, l’oggetto misterioso appuntato in testa. Per capirci volatili, composizione floreali e chi più ne ha più ne metta.
Per coloro che non sanno a cosa ci stiamo riferendo basta fare una breve ricerca per immagini degli estrosi copricapi indossati dalle nobili signore inglesi. Si vedono in giro modelli di tutti i tipi, vere e proprie opere d’arte per fattura e materiali utilizzati. Fiori e pappagalli colorati, cigni e angeli, rose rampicanti che sfiorano terra, piume e velette.
Capitolo uomini: per loro (tanto per cambiare) è più semplice. L’elegante copricapo deve essere abbinato ad un abito da giorno di colore grigio o nero. Attenzione anche qui alle misure però, l’altezza del cappello a cilindro deve rispettare i limiti prestabiliti!

Se credete che le regole per assistere al Royal Ascot siano finite qui vi sbagliate. Siamo solo alla prima tribuna.

Nel caso in cui non disponiate di illustri conoscenze potete sempre pagare il biglietto e sedere nel Grandstand Admission. Qui potrete godere di un maggior relax considerato le (meno numerose) regole da rispettare, ma attenti a cantate vittoria, un codice di comportamento è pur sempre presente. Le donne sono “invitate” a scegliere un vestito appropriato all’evento, da abbinare con un cappellino, stavolta non obbligatorio. I maschi sono liberi di scegliere tra un completo o addirittura una semplice camicia.

La terza ed ultima tribuna è il Silver Ring, volendo potreste andarci anche in tuta (noi non ve lo consigliamo), unica cosa assolutamente da evitare è presentarsi a petto nudo, potreste essere cacciati fuori dall’ippodromo a colpi di frustino!

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