Miguel de Cervantes, alcune curiosità in occasione del 400esimo anniversario della sua morte

Qualche settimana fa, in occasione del 400esimo anniversario della sua morte (avvenuta il 23 aprile del 1616), vi abbiamo parlato di William Shakespeare. Per una strano gioco della letteratura e delle sue bizzarre coincidenze un giorno prima di quello stesso anno era venuto mancare un altro dei più grandi scrittori di tutti i tempi: Miguel de Cervantes.

Dall’inizio di quest’anno la Spagna ha dato vita a diverse iniziative per rendergli omaggio, dalla mostra “Miguel de Cervantes: de la vida al mito” (alla Biblioteca Nazionale di Madrid) a “Cervantes a Palazzo”, un’esposizione di opere associate all’autore e provenienti dalle Collezioni Reali (a Palazzo Reale).

Forse però non tutti sanno che il padre del “Don Quijote de la Mancha”, prima di dedicarsi alla letteratura, ebbe mille avventure, proprio come il famoso cavaliere nato dalla sua penna.
Domestico, spia, agente delle tasse, queste sono solo alcuni dei “mestieri” svolti da Cervantes. che prima di dedicarsi al suo romanzo ha dovuto affrontare mille avventure.
Probabilmente non sapeva di essere nato per dar vita ad un capolavoro letterario unico nel suo genere o semplicemente pensava che fare lo scrittore non fosse un lavoro molto remunerativo. Fatto sta che Miguel de Cervantes dedicò gran parte della sua vita a cose che non avevano nulla a che fare con i libri.

Riservato e balbuziente, il piccolo Miguel dovette abituarsi fin da piccolo alle intemperanze della vita. A soli 22 anni fu accusato (ingiustamente) di aver ferito durante un duello un muratore, nel recinto di Palazzo Reale a Madrid. Miguel scappò in Italia per salvarsi dalla condanna in contumacia al taglio della mano destra.

Fu Roma ad ospitarlo. Qui fece il domestico di camera del cardinale Giulio Acquaviva. Probabilmente la sua formazione letteraria da autodidatta iniziò proprio tra gli scaffali della biblioteca personale del cardinale.

A 24 anni però Miguel scelse la via delle armi, salendo come archibugiere sulla galea Marquesa, che faceva parte della flotta della Lega Santa. Durante una cruenta battaglia, in Grecia, venne ferito in diverse parti del corpo, perdendo la mano sinistra: fu questa la svolta della sua esistenza. Si convinse infatti che la vita militare non faceva per lui, più che mai adesso che era un mutilato di guerra.

Al posto delle armi impugnò una penna e nel 1582 scrisse il suo primo romanzo intitolato “Galatea”. Di lì a poco produsse numerosi testi teatrali (molti andati persi). Improvvisamente però qualche anno più tardi mollò nuovamente carta e penna per dedicarsi alla mansione di agente di riscossione delle tasse per conto del governo. E anche stavolta i guai non tardarono ad arrivare. Accusato di aver sottratto denaro dalle casse pubbliche, Cervantes incarcerato per sette mesi a Siviglia. Non tutti i mali vengon per nuocere però, In carcere infatti cominciò ad ideare il suo capolavoro: Don Chisciotte della Mancia.

Ci vollero circa vent’anni per completarlo e dare il via libera alla sua pubblicazione. Bastarono invece pochi mesi perché il romanzo cominciasse ad essere sulla bocca di tutti, a tal punto che l’appellativo di “Don Chisciotte” veniva usato già allora per indicare una persona bizzarra e velleitaria.

Oggi Don Chisciotte e Sancho Panza sono alcuni dei personaggi in assoluto più amati dai lettori di tutto il mondo.

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