La leggenda di Robin Hood

robinhood1Se al solo pronunciare il nome di Robin Hood alle donne brillano gli occhi e agli uomini si gonfiano le spalle d’orgoglio un motivo ci sarà. Lui è, ma non ha bisogno di presentazioni, uno dei più celebri eroi leggendari inglesi. I racconti popolari, il cinema, la televisione, da sempre lo raccontano come il fuorilegge gentiluomo che viveva nella Foresta di Sherwood, in compagnia dei suoi fedeli aiutanti, Little John, Fra’ Tuck e la sua amata Lady Maid Marian. Un gentiluomo dal cuore nobile che “ruba ai ricchi per dare ai poveri”.

Non tocca a noi raccontarvi le singole avventure di questo personaggio, intendiamo piuttosto partire da una domanda tanto semplice quanto di difficile risposta: è realmente esistito?

Come sempre accade quando si cerca di ricostruire la storia di importanti personaggi appartenenti al passato, non è facile riuscire a distinguere tra quanto c’è di vero e quanto di inventato. Ad ogni modo l’unica strada possibile è fare un passo indietro…anzi forse più di uno.

Chi era davvero Robin Hood?

Non sappiamo esattamente chi fosse l’arciere di Sherwood. Le 38 ballate giunte fino ai giorni nostri, ci raccontano di un fuorilegge, ritenuto tale perché – essendo un ottimo arciere, “il migliore d’Inghilterra” – utilizzava le sue straordinarie capacità per cacciare i cervi della foresta di Sherwood che, essendo sotto proprietà del Re, non poteva essere violata né tanto meno vi si potevano cacciare gli animali, considerati anch’essi di esclusiva proprietà del Sovrano.

Altrettanto probabile è che l’ascesa a questo ruolo sia dovuta allo sceriffo di Nottingham, suo acerrimo nemico, di cui Robin era sempre alla ricerca e con il quale ingaggiava diversi duelli in cui, stando a quanto affermano le nenie, lo sceriffo veniva spesso sconfitto.

Se la storia terminasse qui sarebbe davvero troppo semplice…

Un altro filone di ballate e fonti storiche più o meno attendibili, infatti, complica notevolmente le cose. In questi racconti Robin viene spesso accostato al ruolo di “valletto” di re Edoardo II, incarico che poco o nulla ha a che fare con la figura del fuorilegge.

Secondo gli esperti di folklore, Sua Maestà, in occasione di un agguato teso ai suoi danni dall’abilissimo arciere, rimase talmente affascinato dalle abilità di quest’ultimo, che nel 1324 lo nominò sua guardia e “valletto”. Ad avvalorare questa tesi ci sarebbero gli estratti dei conti della real casa, secondo i quali ad un certo Robyn Hod sarebbe stato versato un salario, il 25 aprile 1324, e per tutti gli altri mesi dello stesso anno.

Ma anche in questo caso non sono poche le fonti storiche che smentiscono questa tesi.

A quanto pare, l’unica cosa certa è che le imprese del nostro eroe si svolgono durante il Medioevo.
Se si mettono insieme i dati cronologici che forniscono i vari documenti storici, si può affermare che l’eroe inglese abbia vissuto in un lasso di tempo di qualche centinaio d’anni, precisamente dalla seconda metà del 1000 alla seconda metà del 1300. Non si tratta di un highlander ma di risolvere il mistero che riguarda gli anni precisi in cui avvengono i fatti.

Considerando che il celeberrimo nemico di Robin (lo sceriffo di Nottingham), ricoprì la sua carica nel 1066, molti collocano le prodezze dell’arciere proprio in questo periodo.

Ma, come già detto, districare questa matassa di fonti e documenti storici che si contraddicono a vicenda, non è facile, e potremmo andare avanti riportandovi ulteriori testimonianze con le relative supposizioni riguardo alla vera identità dell’arciere di Sherwood.

Facendoci fare un salto in avanti di ben duecento anni, ad esempio, alcune fonti collocano l’eroe inglese addirittura nel XIII secolo, precisamente nel 1261, anno in cui nel Berkshire venne redatto un documento in cui un certo William Robinhood, figlio di Robert il fabbro, viene accusato di furto. In realtà da studi più approfonditi si è scoperto che il nome “Robinhood” è frutto di un errore del responsabile redattore del documento, che ne modificò il nome.

Stando ad altre fonti ancora, potremmo dar credito invece all’ipotesi che Robin fosse un eccellente giardiniere al servizio dell’arcivescovo di York, vissuto negli anni 1225-1227, e conosciuto come “Robin Hod il fuggitivo” proprio perché accusato di furti.

Dunque Robin era un ladro dal pollice verde…? Anche in questo caso, nessuno è in grado di poterci mettere la mano sul fuoco. Di verde aveva sicuramente il cappello piumato che l’iconografia ci consegna.

Da quanto finora detto, è facile capire come siano moltissime le identità attribuite al leggendario Robin Hood. Determinare con esattezza quale di queste corrisponda alla verità è quasi impossibile, anche perché, spesso e volentieri, i racconti tramandati da generazione in generazione dai ‘cantastorie’, non coincidono con i documenti ufficiali, che in teoria dovrebbero raccontare la realtà. Per cui il lavoro di identificazione – sempre presupponendo che Robin Hood sia realmente esistito – risulta alquanto complicato e difficile anche per i più esperti studiosi di folklore.

Molto probabilmente non si riuscirà mai a tirarsi fuori da quest’infinito labirinto di storielle e racconti che tolgono veridicità l’uno all’altro.

Ma forse è proprio questo a fornire sempre nuovo slancio ai numerosi aneddoti relativi al famoso arciere di Sherwood, facendo sì che la leggenda venga continuamente alimentata e rimanga tale per sempre…

 

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